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Scritto da RENATO FRANCO NATALE   
Domenica 21 Dicembre 2008 15:33
   

Patto per l’interculturalità territoriale

  Il sindaco del Comune di Castel Volturno, Casal di Principe , Villa Literno, casapesenna,san marcellino , Villa di briano , trentola-ducenta, ( in attesa di ratifica i Comuni di Mondragone e Parete),l’Azienda sanitaria Locale CE2, la Questura di caserta, gli istituti scolastici di ogni ordine e grado territoriali, il Consorzio Agrorinasce, la Cgil Caserta, la cooperativa sociale Solesud onlus, L’associazione di volontariato Jerry Essan Masslo, l’associazione Popoli senza frontiere , l’ associazionE Sinistra 2000, Il comitato don diana, libera proVINcia di caserta ,Coop Laila, Associazione Laila, Associazione “ le ninfe” e…………..tanti altri ( ELENCO COMPLETO AL MOMENTO DELLA SOTTOSCRIZIONE UFFICIALE IL 20 DICEMBRE)-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Intendono sottoscrivere un protocollo d’intesa, denominato  Patto per l’interculturalità territoriale (di seguito patto) , al fine di formalizzare le finalità e le modalità della loro cooperazione, ritenendo che queste possano svilupparsi nell’incontro e nelle reciproche interazioni; intendono, inoltre, integrare ed implementare taluni interventi e pratiche nell’ambito dei diversi strumenti di programmazione istituzionali (Bilanci comunali, Programma delle attività territoriali del Distretto Sanitario, Piano di Zona Sociale dell’ambito C2, Piani dell’Offerta Formativa delle istituzioni scolastiche, ecc. ), con il coinvolgimento attivo delle organizzazioni sociali operanti sul territorio.  premessa Quando persone provenienti da culture diverse s’incontrano, costumi e usanze diverse s’intrecciano e si contaminano a vicenda. Il più delle volte questo viene considerata una ricchezza, ma altre volte dà luogo a scontri perché non è facile accettare l’altro, il “diverso da se”. E’ da questo sostrato di paura, diffidenza e pregiudizio che nascono le manifestazioni di razzismo e di discriminazione sulla base delle differenze culturali. Fondamentale obiettivo di civiltà, ed elemento indispensabile di una cultura della pacifica e civile convivenza tra le differenze, è impedire la nascita e il formarsi di comportamenti discriminatori, per far sì che il principio dell’uguaglianza e della parità di trattamento diventi patrimonio educativo e culturale d’ogni singolo individuo. In questo complesso percorso di civiltà, la cooperazioni tra i diversi livelli istituzionali e la società civile è indispensabile, per favorire la libertà di espressione, la diversità culturale e il dialogo in condizioni di uguaglianza per tutte le persone. 

Finalità

Il presente patto è finalizzato- alla progressiva realizzazione di pratiche di convivenza civile e di dialogo sociale tra le culture; - alla promozione di una migliore fruibilità dei servizi pubblici per gli utenti stranieri, onde evitare possibili discriminazioni nell'accesso all’occupazione e al lavoro, sia autonomo che dipendente; nell’accesso a tutti i tipi e livelli di orientamento e formazione professionale, perfezionamento e riqualificazione professionale; nella protezione sociale (inclusa la sicurezza sociale); nell’assistenza sanitaria; nelle prestazioni sociali; nell’istruzione; e nell’accesso a beni e servizi (incluso l'alloggio).  

Ambito territoriale

L’ambito territoriale della sperimentazione del presente patto è quello relativo ai Comuni firmatari del PATTO,  con la possibilità di allargamento ad altre Istituzioni locali che ne facciano richiesta.

  

Soggetti coinvolti

I soggetti coinvolti nel Patto sono le Amministrazioni comunali di Casal di Principe, Castel Volturno ,e Villa Literno, Casapesenna, Villa di Briano, san marcellino , Villa di briano , trentola-ducenta, ( in attesa di ratifica i Comuni di Mondragone e Parete).

 la Questura di Caserta, Gli Istituti scolastici d’ogni ordine e grado presenti nei soprindicati comuni, l’Azienda Sanitaria Locale Ce2 ed i relativi Distretti Sanitari di competenza, Il consorzio Agrorinasce S.c.r.l., le organizzazioni sindacali e datoriali, le organizzazioni del Terzo Settore , presenti sul territorio e firmatarie del presente patto. La presente intesa è aperta ad altre Aziende, imprese ed organizzazioni, che agiscono sul territorio di riferimento che potranno sottoscriverlo anche in seguito. Il presente accordo disciplina i rapporti fra i soggetti coinvolti.   

Organi

Al fine di raggiungere gli obiettivi della presente intesa sono previsti:

 
  1. Gruppo Interistituzionale
E’ composto dai rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel Patto, che aderiscono alla presente intesa e rappresentanti delle associazioni di immigrati presenti sul territorio. Il gruppo al suo primo incontro definirà un regolamento interno per il suo funzionamento.

Il Gruppo Interistituzionale ha il compito della gestione del Patto nelle fasi della definizione del piano delle attività, della programmazione, integrazione o modifica delle stesse( atti tesi ad abbattere le soglie di accesso ai servizi pubblici, all’eliminazione di ogni forma di discriminazione , a favorire integrazione e tolleranza interculturale, valorizzando le diverse culture esistenti sul territorio in pari dignità), del monitoraggio e della valutazione delle diverse azioni e dell’intero Patto; cura il raccordo e la collaborazione tra le componenti coinvolte nel Patto. Esprime al suo interno un gruppo di lavoro ristretto per l’esecutività delle deliberazioni. In via ordinaria, il Gruppo si riunisce periodicamente( le modalità di funzionamento verranno meglio definite in un regolamento che il Gruppo Interistituzionale si darà dopo il suo insediamento ) per la valutazione dei risultati e per accogliere osservazioni e/o proposte provenienti sia dal mondo dell’immigrazione , attraverso loro forme di rappresentanza, che dal mondo delle associazioni. La convocazione e la direzione dei lavori sono compito del Coordinatore del Patto (individuato dal gruppo dal suo seno). Alle riunioni del Gruppo Interistituzionale possono partecipare, se invitati, altre componenti delle istituzioni od organizzazioni del territorio.

 
  1. Commissione

Formata dai rappresentanti di tutte le componenti coinvolte attivamente nel Patto, ha lo scopo dell’attuazione, verifica e valutazione delle attività, di raccordo tra le stesse e di valutazione complessiva del Patto al fine di elaborare proposte di modifica tese al miglioramento dello stesso.

  

Impegni

In relazione alle specifiche finalità del PATTO le parti assumono i seguenti impegni (impegni minimi):

 Avviare tra di esse concrete modalità di cooperazioni per favorire la libertà di espressione, la diversità culturale e il dialogo in condizioni di uguaglianza per tutte le persone che abitano l’ambito territoriale oggetto della presente intesa, con la creazione di organismi misti di programmazione e gestione degli interventi; 

definire in maniera integrata un piano di azioni antidiscriminazione per migliorare la fruibilità dei servizi pubblici, prevenendo ed impedendo che disposizioni, criteri, prassi, atti o comportamenti, apparentemente neutri, mettano le persone di una determinata razza od origine etnica in una posizione di particolare svantaggio rispetto ad altre persone. (art. 2 D. Lgs. n°215/03)

 ed in particolare, ognuno per quanto di propria competenza, s’impegnano a ·        Enti locali

Migliorare e ridurre la soglia di fruibilità delle prestazioni sociale per i cittadini extracomunitari e l’accesso a beni e servizi comunali, inclusi l'alloggio.

Prevedere la definizione e l’utilizzo di più efficaci modalità d’informazione dei servizi offerti (es. carta dei servizi plurilingue) e l’utilizzo di mediatori culturali nelle proprie strutture.Adottare i principi della “Carta delle città educative” e la prospettiva interculturale – ovvero la promozione del dialogo e del confronto tra le culture – in tutti i propri atti programmatori e di gestione; ed in particolare promuovere l’educazione alla diversità, orientata alla comprensione, alla cooperazione solidale internazionale e alla pace nel mondo. (Un’educazione che combatta qualsiasi forma di discriminazione, per favorire la libertà di espressione, la diversità culturale e il dialogo in condizioni di uguaglianza. Accogliere tanto le iniziative d’avanguardia quanto quelle della cultura popolare, indipendentemente dalla loro origine. Contribuire a correggere le disuguaglianze derivanti dalla promozione culturale prodotta da criteri esclusivamente commerciali).Prevenire ed impedire che disposizioni, criteri, prassi, atti o comportamenti gestionali del proprio ente, apparentemente neutri, mettano le persone di una determinata razza od origine etnica in una posizione di particolare svantaggio rispetto ad altre persone. ·        ASL CE2

Migliorare e ridurre la soglia di accesso all’assistenza sanitaria e sociosanitaria per i cittadini extracomunitari e per gli stranieri non in regola con le norme relative all'ingresso ed al soggiorno, a salvaguardia della salute individuale e collettiva (ai sensi dell’art. 35 TU sull’immigrazione).

Prevedere la definizione e l’utilizzo di più efficaci modalità d’informazione dei servizi offerti (es. carta dei servizi plurilingue) e l’utilizzo di mediatori culturali nelle proprie strutture.

Ri-orientare in chiave interculturale taluni servizi (come ad esempio il consultorio familiare).

Prevenire ed impedire che disposizioni, criteri, prassi, atti o comportamenti gestionali del proprio ente, apparentemente neutri, mettano le persone di una determinata razza od origine etnica in una posizione di particolare svantaggio rispetto ad altre persone. ·        Scuola

Gli istituti scolastici aderenti al patto scelgono di adottare la prospettiva interculturale – ovvero la promozione del dialogo e del confronto tra le culture – per tutti gli alunni e a tutti i livelli: insegnamento, curricoli, didattica, discipline, relazioni, vita della classe.

Non limitandosi, quindi, a mere strategie di integrazione degli alunni immigrati, né a misure compensatorie di carattere speciale; ma, invece, assumendo la diversità come paradigma dell’identità stessa della scuola nel pluralismo, come occasione per aprire l’intero sistema a tutte le differenze (di provenienza, genere, livello sociale, storia scolastica).

A tal fine, s’impegnano a porre in essere le dieci linee d’azione individuate dal Ministero della Pubblica Istruzione (Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’educazione interculturale, "La via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri", 23/10/07), relative alle: 1) Pratiche di accoglienza e di inserimento nella scuola; 2) Italiano seconda lingua; 3) Valorizzazione del plurilinguismo; 4) Relazione con le famiglie straniere e orientamento; 5) Relazioni a scuola e nel tempo extrascolastico; 6) Interventi sulle discriminazioni e sui pregiudizi; 7) Prospettive interculturali nei saperi e nelle competenze; 8) L’autonomia e le reti tra istituzioni scolastiche, società civile e territorio; 9) Il ruolo dei dirigenti scolastici: 10) Il ruolo dei docenti e del personale non docente. (si veda allegato documento)

 ·        Questura Definire ed utilizzare più efficaci modalità d’informazione dei servizi offerti (es. carta dei servizi plurilingue) e l’utilizzo di mediatori culturali nelle proprie strutture.Prevenire ed impedire che disposizioni, criteri, prassi, atti o comportamenti gestionali del proprio ente, apparentemente neutri, mettano le persone di una determinata razza od origine etnica in una posizione di particolare svantaggio rispetto ad altre persone. ·        Organizzazioni sindacali  Prevedere osservatori territoriali su fenomeni di sfruttamento e/o discriminanti nei confronti di lavoratori stranieri   ·        Terzo settoreSupportare, anche con attività di volontariato, le iniziative intraprese nel presente patto, Svolgere funzione di controllo sull’effettiva realizzazione degli impegni assunti dal PATTO , segnalare al Gruppo interistituzionale eventuali episodi di razzismo e/o discriminazione , suggerire proposte ed interventi tesi alla realizzazione degli obiettivi del patto    IL PRESENTE PATTO E’ LETTO APPROVATO E SOTTOSCRITTO presso la Moschea di San Marcellino Data 20/12/2008  Firme                                                                                    Ente di Appartenenza 
                     
    
Ultimo aggiornamento Domenica 21 Dicembre 2008 15:42
 

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