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Storia dell'Associazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Super Amministratore   
Venerdì 31 Ottobre 2008 11:40

Le nenie funerarie africane dei funerali di Masslo riecheggiavano ancora nella mente, insieme al ritmo festoso dei tamburi di latta della straordinaria manifestazione antirazzista del settembre di quell’anno. Eravamo nell’ottobre dell’89, anno cruciale della storia mondiale e d’Italia; a Tien an Men il regime comunista cinese mostra il suo volto più duro, con i carri armati che sparano su giovani studenti che vorrebbero una perestroika cinese, a Berlino cade il muro della vergogna e si avvia inesorabile la fine del colosso sovietico; In Italia le prime battute di tangentopoli e lo scioglimento del PCI, con la svolta della Bolognina operata da Occhetto ,creano le premesse per la fine della Prima Repubblica; la mafia alza il tiro contro lo Stato con il primo attentato a Falcone, mentre va sempre più sviluppandosi un movimento di contrasto alla criminalità organizzata, spesso sotto la guida della Chiesa.

E’ questo l’anno in cui muore Jerry Essan Masslo, sudafricano rifugiatosi in Italia per sfuggire alle persecuzioni razziali del suo Paese ( pochi mesi dopo viene liberato in Patria Nelson Mandela ), ucciso nel corso di una rapina da giovani balordi di Villa Literno; grazie a quella morte milioni di cittadini in provincia di Caserta ed Italia acquistano coscienza del problema immigrazione; a Roma ,un mese dopo quella morte, a settembre, si svolge la più grande e straordinaria manifestazione antirazzista della Storia d’Italia. Il 24 del mese di ottobre di quell’anno sette medici e un’assistente sociale ( Prof. Dott.. Armando Del Prete,Dott. Nunziante Misto,Dott.. Benedetto Caterino, Dr.essa Angela Ruggiero, Dr. Giuseppe Nasti,dr. Mario Pellegrino, il sottoscritto dr. Renato Franco Natale e l’assistente Sociale Maddalena Ponticello) si ritrovano nello studio di un notaio a Caserta per dar vita ad una associazione di volontariato, dedicata a Jerry Masslo; è presente anche Pasquale Iorio, responsabile della CGIL della zona aversana, che in qualche modo aveva contribuito alla formazione del gruppo e alla nascita dell’associazione.

L’idea era sorta durante i funerali di Masslo, e aveva trovato il sostegno oltre che della CGIL casertana, anche dell’amministrazione comunale di Villa Literno. I sottoscrittori dell’atto costitutivo erano quasi tutti militanti o del sindacato o di formazioni politiche di sinistra; da tempo impegnati a fianco degli immigrati, nei giorni convulsi che seguirono alla morte violenta di Masslo, decidono che non è più possibile stare con le mani in mano, mentre c’è gente che soffre e muore per la mancanza di assistenza sanitaria , qui , in uno dei paesi più industrializzati del mondo, e che non è più sufficiente solo la battaglia politica per ottenere norme e leggi che garantiscano l’intervento dello Stato, ma è necessario rimboccarsi le maniche e da subito mettere a disposizione di chi ne ha bisogno la propria professionalità ed il proprio impegno volontario e gratuito.Primo Presidente è eletto il Prof. A. Del Prete, primario ortopedico dell’Ospedale Santo Bono di Napoli e docente Universitario presso la Federico 2°; Il Prof. Del Prete lascerà l’incarico di Presidente nell’Aprile del 98, per gravi motivi di salute; morirà di lì a poco.

Comincia così l’avventura dell’associazione di volontariato medico sociale Jerry Essan Masslo. Il Comune di Villa literno mette a disposizione un locale trasformato in ambulatorio da una scrivania e da un lettino medico; lì dal Febbraio del 90 svolgiamo la nostra attività di assistenza sanitaria agli immigrati con turni bisettimanali che vedono impegnati i soci fondatori ( soprattutto Pellegrino Giuseppe, Renato Natale, e Nunzio Maisto, che, responsabile CGIL Medici, organizzerà uno sciopero bianco dei medici di guardia medica, con la devoluzione di una giornata di lavoro alla nostra associazione), cui si aggiungerà dopo pochi mesi, il Dr. Corrado La Rocca. Restiamo in questa struttura circa un anno, durante il quale collaboriamo con il Comune in un programma di educazione sanitaria nelle scuole, e di prevenzione delle deformazioni della colonna vertebrale, con visite gratuite ai ragazzi della scuola dell’obbligo da parte del nostro Presidente Prof. A. Del Prete. Nell’agosto del 90 partecipiamo al Campo di accoglienza dei lavoratori immigrati a Villa Literno ( il secondo in Italia dopo quello di Stornara in Puglia del 89).

In una tenda viene sistemato l’ambulatorio, e con i farmaci messoci a disposizione dalle organizzazioni responsabili del Campo ( CGIL, ARCI, FGCI, Organizzazioni cattoliche ecc.) cerchiamo di rispondere ai bisogni di salute dei tanti giovani africani venuti d’estate per la raccolta del pomodoro e degli altri prodotti agricoli. L’ambulatorio di Villa Literno resta aperto fino a Novembre dell’90, quando chiudiamo perché registrammo una riduzione notevole dell’utenza, dovuta non a riduzione delle presenze immigrate su quel territorio, ma ad una difficoltà a comunicare la nostra presenza ad una popolazione soggetta a frequenti trasmigrazioni, timorosa di rivolgersi a qualsiasi struttura o servizio pubblico, per le sue condizioni di clandestinità.

Le attività riprendono nel novembre del 91, presso la parrocchia di Pinetamare, in uno spazio all’interno del salone parrocchiale , messo a disposizione dal Parroco don Antonio Palazzo. Don Antonio era gia da qualche anno riferimento stabile degli immigrati, che si rivolgevano a lui per ogni loro esigenza; al suo indirizzo facevano arrivare la propria corrispondenza, da lui si facevano cambiare la moneta, o gli facevano conservare i propri risparmi, ed i propri documenti. Ma a Padre Antonio chiedevano anche la risoluzione di ogni problema, da quelli di salute, a quelli legali.

Una tenda divideva lo spazio dell’Ambulatorio ( un vero ambulatorio da campo), dal resto delle attività che vi si svolgevano. Cambiano gli operatori; i soci fondatori presi da altri impegni, nel corso dell’anno di sospensione delle attività, si sono progressivamente allontanati dalla vita dell’associazione. Restano solo Il prof. Del Prete e il sottoscritto che ha la carica di Vicepresidente. Ma presto vengono reclutati altri medici volontari, anche grazie al nostro Ospite, don Antonio. Sono gli anni del Dr Renato Cappuccio, di Capua, ove è presidente dell’associazione Medici Cattolici, del dr. Verrengia e del dr. Paradiso, di Sessa Aurunca, arrivati a noi grazie ad una nostra amica, la Prof. Antonietta Rozzera (che aveva organizzato nella scuola ove insegnava a Sessa Aurunca , una raccolta di fondi per la nostra Associazione circa 300.000 lire, una somma favolosa per noi, in grado di farci acquistare farmaci, e qualche strumento chirurgico), a cui si aggiungono per brevi periodi altri medici. Nel frattempo costruiamo una rete di rapporti con colleghi specialisti disponibili a curare i pazienti che noi inviamo loro, in modo del tutto gratuito, ed un rapporto di collaborazione si instaura con il centro di medicina sociale da poco aperto a Caserta per iniziativa della USL.

Fin dal Novembre del 91, quando cominciamo a lavorare presso la Parrocchia di don Antonio, collaborano, con attività di supporto amministrativo, due solerti volontari, due insegnanti, il Prof. Baldascino Giustino Walter, ancora oggi fra i nostri soci, e Vice Presidente, e il Prof. Michele Spierto. Sono questi gli anni del cosiddetto Ghetto di Villa Literno, una sorte di villaggio africano a pochi passi dalla domiziana nel territorio di Villa Literno; circa 2000 persone abitavano in capanne di lamiera, in vecchi casolari abbandonati, in vecchie roulotte, prese chissà dove. La sera molti di loro venivano, a piedi, fino alla parrocchia di don Antonio (o papà Antonio, come dicevano molti di loro), per farsi curare i malanni propri di chi viveva in condizioni malsane: raffreddori, reumatismi, disturbi intestinali o malattie della pelle; mentre uno di noi medici visitava il paziente di turno, Michele Spierto, intratteneva chi era in attesa, fuori, sotto una pensilina, mal rifugio dalla pioggia o dall’umidità; Giusto Baldascino, provvedeva alla registrazione delle visite. Don Antonio intanto, quando non diceva messa, ascoltava nel suo studiolo il lamento di turno, mentre i suoi collaboratori consegnano la posta, o raccolgono le povere cose lasciate lì in custodia.

Due volte a settimana vengono distribuiti generi alimentari e vestiario. Durante l’Estate, l’ANPAS ( Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, una delle più grosse organizzazioni di volontariato nazionale, fondata nel 1904, con oltre 800 Associazioni aderenti sparse in tutta Italia), che ha conosciuto la nostra realtà durante il Campo di Villa Literno, organizza un presidio per il trasporto infermi, con una autoambulanza posizionata presso una scuola elementare di Castel Volturno, (Martinenza) durante tutto il mese di Agosto; con i volontari dell’ANPAS, provenienti da tutta Italia, vi sono i volontari della Jerry Masslo, che garantiscono l’assistenza medica ( ricordiamo che in quel periodo non vi era neanche un idea lontana di 118; tutto il trasporto infermi era di privati, e non per le emergenze; gli ammalati, italiani e stranieri, potevano raggiungere gli ospedali solo con mezzi propri, per cui il servizio svolto dall’ANPAS era di straordinaria importanza, soprattutto nei mesi estivi, che vedevano l’arrivo, in quelle zone, non solo di molti villeggianti, ma anche di migliaia di extracomunitari, che venivano per la raccolta del pomodoro). Dal 91 al 93, l’Associazione Jerry Masslo, garantisce l’apertura del proprio presidio sanitario due volte alla settimana, curando ed assistendo migliaia di immigrati, ed il tutto senza alcun finanziamento pubblico o privato, con i farmaci campioni che procuravamo fra colleghi, o che ci procurava la Caritas di Capua.

Il materiale sanitario era quello recuperato presso i nostri ambulatori privati; nonostante ciò riuscivamo sempre a dare una risposta alle richieste che ci venivano rivolte.

Per le visite specialistiche o per analisi di laboratorio, ci rivolgevamo a colleghi amici disponibili (dr. Giuseppe Di Maio, dermatologo, dr Antonio Ettore Diana, oculista, Dr. Michele Corvino, analista, dr. Pasquale Pezzella, chirurgo).

Nell’estate del 93, cominciano a divenire sempre più pesanti gli atti di intimidazione nei confronti di don Antonio, per il suo impegno a fianco degli immigrati; vi sono tentativi di incendiare il Ghetto, che provocano anche ferimenti fra gli immigrati, ed è don Antonio a condurli negli ospedali, di notte tempo, quando feriti e bruciacchiati a decine si rivolgono alla sua porta. Cominciano a circolare volantini anonimi di minacce nei confronti del "Prete dei neri". La situazione divenne insostenibile, e per non provocare ulteriori problemi e pericoli a don Antonio, pensiamo di chiudere l’ambulatorio di Pinetamare, chiedendo però alle Istituzioni una nuova sede, sempre nell’area domiziana; ci viene messa a disposizione, dal Comune di Castel Volturno, solo un caseggiato abbandonato, in piena campagna, lontano dalla statale, difficilmente raggiungibile, e che andava comunque riattata, con fondi che non erano nelle nostre disponibilità. Nel mese di Agosto di quell’anno, partecipiamo ancora al campo estivo dell’ANPAS, a chiusura del quale, annunciamo, insieme al Presidente dell’ANPAS Regionale della Campania, Umberto Giella, in una conferenza stampa, la chiusura dell’ambulatorio di Pinetamare e denunziamo l’indifferenza delle Istituzioni, nei confronti di un problema così importante come la garanzia del diritto alla salute di tanti cittadini stranieri, che, oramai, volendo o non, erano presenti sul nostro territorio. Nonostante tutto, continuiamo, in un clima sempre più pesante, a svolgere le nostre attività, nella Parrocchia di Don Antonio, fino al Gennaio del 94, quando, in una situazione oramai insostenibile, per evitare pericoli per la propria incolumità al Parroco che generosamente ci aveva ospitati per anni, decidiamo di sospendere le attività, ma continuando ad assistere gli immigrati presso l’ambulatorio dell’allora Vice Presidente dr. Renato Natale a Casal di Principe.

Nel frattempo aderiamo all’ANPAS e partecipiamo al Congresso Regionale della stessa con delegati il Presidente Prof. Del Prete e il VicePresidente Renato Natale; nel corso di quel Congresso, ci viene consegnato una targa, come riconoscimento per le nostre attività a favore delle popolazioni immigrate della Provincia di Caserta. Nel 94 otteniamo l’iscrizione all’Albo Regionale del Volontariato, così come previsto dalla legge sul volontariato emanata nel 91. Sulla Domiziana torniamo più di un anno dopo, alla fine del 95, quando don Andrea Riccio, responsabile della Caritas Diocesana di Capua, ci mette a disposizione una stanza al piano terra del Centro di Prima Accoglienza" donazione Fernandes", aperto da poco, grazie all’impegno dello Stesso don Andrea e ai fondi della Legge Martelli al Km 33,500 della Statale domiziana in Castel Volturno. Nell’anno e mezzo in cui restiamo chiusi, si allontanano dall’associazione buona parte dei volontari che avevano lavorato presso il Centro di Pinetamare; alla riapertura dell’ambulatorio restiamo come medici solo io e Renato Cappuccio, oltre chiaramente il Presidente Prof. Del Prete, che però non ha possibilità di svolgere attività di volontariato nell’ambulatorio; come volontario non medico resta solo Baldascino Giusto. Nonostante la scarsità di personale, ricominciamo a garantire aperture bisettimanali dell’ambulatorio e ci viene approvato un Progetto presentato al fondo nazionale per il volontariato ", Centro Epidemiologico ed ambulatorio di etnopsichiatria"; con un finanziamento di appena 8 milioni, avviamo uno screening sulla TBC e sulle malattie sessualmente trasmesse , in collaborazione con il SERT San Paolo di Napoli, che sta portando avanti una ricerca sull’aids; a rappresentare il San Paolo è Enrico Sorrettone, infermiere, che resta poi con noi fino ad oggi come volontario, occupandosi, in modo particolare delle tossicodipendenze. In collaborazione con il DSM di Aversa, si avvia anche un osservatorio di etnopsichiatria. Con il passare dei mesi cominciano ad arrivare altri volontari; Pietro Sibillo, napoletano di nascita, abitante al Villaggio Coppola, Raffaele Corvino, giovane studente di Casal di Principe, Eduardo Giugliano , imprenditore napoletano; Eduardo svolge per anni per l’associazione l’importante ruolo di operatore di strada, girando con la propria auto lungo la domiziana, e spingendosi verso le aree interne della provincia di Caserta e verso la confinante provincia di Napoli ,contattando le ragazze prostitute, indirizzandole ed accompagnandole poi presso il nostro ambulatorio per le loro necessità mediche; Cosimo Ciardiello ,infermiere del Cardarelli di Napoli; Rosetta Natale, insegnante di Casal di Principe.

Ci da una mano, anche un altro Medico, dr. Marco Bencivenga, che sta facendo il servizio civile presso il Centro Fernandes, mentre per qualche mese ci collabora anche un medico nigeriano. Intanto va cambiando il mondo dell’immigrazione in Provincia di Caserta, e sulla domiziana in modo particolare; fino ad allora l’immigrato era sostanzialmente un giovane maschio in sostanziale buona salute, spesso stagionale, magrebino o dell’africa francofona, lavoratore della campagna; col passare degli anni osserviamo sempre più frequentemente situazioni di grave disagio sociale, con nuovi e pericolosi fenomeni che si imporranno sempre più alla nostra attenzione, modificando e qualificando il nostro intervento e orientando i nostri progetti; prostituzione e tossico dipendenza sono la novità di quegli anni, destinati a persistere nel tempo fino ad oggi. I primi T.D ci vengono segnalati da Mary Osei, ghanese, da anni residente in Italia, che nel corso degli anni è divenuta punto di riferimento e leader delle popolazioni immigrate dell’area domizia. E’ lei che ci chiede interventi specifici per aiutare molti suoi connazionali, divenuti vittime della droga, ad uscire da quella condizione. La situazione è complicata, visto che la maggior parte di questi soggetti sono irregolari o clandestini, per cui non hanno diritto all’assistenza. Ci vorrebbe un Progetto ad hoc, ma che non trova fonti di finanziamento adeguati. Scriviamo anche una lettera al Ministro per gli affari sociali, ma, come era prevedibile, non riceviamo alcuna risposta. I SERT del territorio sono assenti, e noi ci vediamo costretti ad affrontare da soli questo nuovo bisogno. Aiutiamo chi vuole fare l’astinenza con i farmaci che riusciamo a procurarci, e stabiliamo un rapporto di collaborazione con una piccola Comunità di recupero, fatta da volontari,operante in Castel Volturno; " Comunità Regina della pace", guidata da Aniello Delfino. Nel 96 la Comunità con i suoi operatori aderisce all’Associazione; viene affidata al Socio Patalano Ciro il compito di seguire tutto il settore tossico dipendenze. La collaborazione con Regina della Pace, trova poi l’apporto di due nuovi soci il Sociologo Ferrillo Massimo, e la Psicologa Mena Vella. Saranno loro due, in seguito, quando terminerà la collaborazione con la Comunità Regina della Pace, a guidare per oltre un anno l’attività di assistenza ai T.D. svolta direttamente presso il Centro Fernandes, con un centro di ascolto. Intanto aumenta sempre più la presenza di prostitute lungo la statale . All’inizio nessuna di loro si rivolge a noi, ma la paziente opera di contatto che svolge il nostro Eduardo, fa sì che un pò alla volta sempre più ragazze vengono a chiedere il nostro aiuto per i loro problemi di salute, ma, a volte ,anche per essere aiutate ad uscire dalla loro condizione di schiavitù. Nel 1995 l’Associazione sottoscrive l’adesione a Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie, fondata da Don Luigi Ciotti, che lotta la criminalità organizzata su tutto il territorio nazionale. La nostra associazione da allora partecipa, guida, ed organizza iniziative culturali di educazione alla legalità e di contrasto alla camorra, fungendo anche da coordinamento organizzativo di tutte le organizzazioni della Provincia di Caserta aderenti a Libera, mentre il suo Vicepresidente, Renato Natale, viene nominato referente regionale. Sempre nel 96 alcuni volontari partecipano ad un corso di formazione sull’impresa sociale, organizzata dal Gruppo Abele di Torino, insieme ad altre associazioni dell’Italia meridionale. Nel Marzo del 97, per meglio affrontare le nuove problematiche legate all’immigrazione, decidiamo di modificare lo Statuto sociale, introducendo nuovi compiti e nuovi obiettivi, in particolare prevedendo una organizzazione a rete con vari settori, ciascuno con un proprio responsabile.

Dal 95 collaboriamo con l’ANLAIDS nell’iniziativa "un Bonsai per la vita", che ci vede presenti in piazza il giorno di Pasqua di ogni anno, per raccogliere fondi per la lotta all’AIDS. Fra il 96 ed il 98, un gruppo di nostri volontari porta avanti una lodevole attività di assistenza domiciliare ad anziani dell’area di Castel Volturno, sotto la guida e la responsabilità di Don Antonio Palazzo. Sono di questi anni numerose iniziative sui temi della legalità, fatte insieme a Libera, al Provveditorato agli Studi di Caserta, alla Coop sociale Solesud. Nel 98 Il presidente Dr. Prof. Armando del Prete, è costretto, per motivi di salute ( morirà l’anno successivo) a lasciare la carica; nuovo Presidente viene eletto il dr. Renato Natale, che conserverà questa carica fino ad oggi; nello stesso anno giunge al nostro centro un altro volontario medico, il dr. Giovanni Grasso, una delle figure più straordinarie di questo arcipelago di collaboratori; caratterizza subito la sua azione con una straordinaria dose di generosità; con lui si avvia l’attività di agopuntura, ma si rinnova anche il nostro intervento su strada, con nuove metodologie, da lui già sperimentate in sue precedenti attività di volontariato presso altre organizzazioni( dalla Lila, a Legambiente, oltre la collaborazione con l’Unità mobile del Sert dell’Ospedale San Paolo di Napoli ). Grazie a Gianni cominciano a collaborare con il nostro ambulatorio alcune ragazze immigrate nigeriane; la prima ad arrivare a noi è Maureen Imagbenikaro, che, da subito, si rende indispensabile con il suo ruolo di mediatrice culturale; dopo di lei arriva anche Margareth, intelligente e bella, ma che ci lascia dopo pochi mesi, trasferendosi in altra Città. Successivamente vengono Itohan, ed più di recente, Gloria, Loveth, Elisabeth, Lilly, Rosemay, Gladys, ma anche ragazzi quale Emmanuel, Nicholas e Billy. Nel 99, in occasione del decimo anniversario della fondazione della Jerry Masso, quasi come regalo di compleanno, ci viene assegnato il premio annuale della solidarietà, premio che ogni anno la Fivol ( federazione Italiana del volontariato) assegna all’associazione che più di tutte si è distinta in azioni di solidarietà; il premio ci viene consegnato nel febbraio del 2000 a Roma dal Presidente protempore del Senato, Sen .Mancino. Nel 2000, per nostra iniziativa, si tiene un importante incontro in Prefettura fra Enti ed Organizzazioni diverse, Comuni dell’area domiziana, ASL CE2 , competente in quel territorio, la Caritas di Sessa A. di Capua e Teano, l’associazione Jerry Masslo; oggetto dell’incontro è il diritto alla salute dei cittadini immigrati; esito dell’incontro un protocollo d’intesa firmato da tutti i convenuti, con cui ciascuno per la propria competenza ci si impegnava ad garantire questo fondamentale diritto dell’uomo. In seguito a questo protocollo, si andò alla firma di un protocollo operativo fra la Jerry Masso e la direzione dell’ ASL CE2, con cui si definiva una collaborazione fra i due enti; in base a tale accordo, a fronte di un nostro impegno a continuare l’assistenza gratuita agli immigrati, l’Azienda Sanitaria, ci avrebbe garantito l’approvigionamento dei farmaci, e le analisi di laboratorio all’interno del nostro screening sulle MST. I medici di Medicina Generale della Masslo, si impegnavano a svolgere l’attività prescrittivi per i soggetti in possesso di libretto sanitario con codice STP ( Stranieri Temporaneamente presenti, come stabilito dalla legge Turco Napolitano). Ci viene approvato il Progetto "P…come Persona", interventi a favore delle ragazze costrette alla prostituzione dell’area domizia, fondi nazionali per il volontariato; il progetto realizzato nel corso di un anno, ci vede impegnati in un considerevole sforzo di formazione del personale volontario, formazione che si avvale dell’ausilio di altre organizzazioni ( la CGIL di Napoli, l’associazione Nero e Non solo , il Centro Laila ); alla fine del Progetto viene stampato il volume "nell’inferno della Domiziana, storie e ricerca sul fenomeno della prostituzione, a cura del giornalista Raffaele Sardo Nel 2000 ci viene approvato dalla regione il Progetto " Accoglienza più", che verrà realizzato nel 2001 in stretta collaborazione con la Caritas Diocesana di Capua, ed il Centro Fernandes; a coordinare le attività del Progetto è chiamato il socio volontario Pietro Sibillo, mentre è il direttore del Centro Fernandes, a gestire concretamente e quotidianamente il progetto, che prevede accoglienza ai bisognosi, una mensa popolare, che ogni sera ospita un centinaio di persone, attività ricreative, con un laboratorio musicale.

Nel frattempo la Jerry Masslo, è chiamata a partecipare al Consiglio territoriale per l’immigrazione, dopo aver ottenuto l’iscrizione all’albo nazionale degli enti ed associazioni che si interessano di immigrazione, così come previsto dalla legge Turco Napoletano, poi confermato nella legge Bossi Fini. Nel Maggio del 2000 organizziamo, in collaborazione con la diocesi di Caserta il centro di accoglienza Casa di Rut (delle suore Orsoline di Caserta), la Coop sociale Solesud, e Libera Regionale della Campania un importante iniziativa sul tema "Il traffico di esseri umani, strumenti di contrasto e sostegno alle vittime"; nel corso del Convegno viene presentato il primo rapporto sulla tratta del Ministero degli Affari Sociali.Nell’estate di quell’anno, grazie ad un piccolo Camper che ci mette a disposizione la LILA di Napoli, è possibile anche se in modo saltuario, organizzare un intervento su strada di riduzione del Danno, grazie al sempre forte e qualificato impegno di Gianni Grasso. Continua la nostra attività di screening sulle mst, che trova nuovo impulso per la collaborazione della Clinica S.Ciro di Portici, una delle più attrezzate e qualificate della Campania; grazie all’impegno di Enzo Cuniato e di Filomena Bellitti, lo screening accumula notevoli informazioni, di alto valore scientifico; i risultati vengono esposti un Convegno scientifico nei primi mesi del 2000 presso il centro Fernandes, mentre un altro di eguale significato viene svolto presso la Cittadella Apostolica di Pozzuoli a distanza di alcuni mesi.

Intanto arrivano ad arricchire l’associazione altri volontari, Andrea Esposito imprenditore napoletano, Tommaso Sorrentino, giovane appassionato di musica di Napoli; nel 2001 viene attivato il Progetto Accoglienza più, e con esso arrivano altri giovani volontari a dare una mano nella mensa, soprattutto da Casal di Principe ( Alfredo, Salvatore, Luigi, Mariangela ecc. ecc.). Nello stesso anno la nostra associazione è fortemente impegnata su versanti diversi da quello puramente assistenziale e medico; A Casal di Principe i nostri volontari ( in particolare il Sociologo Massimo Ferrillo), si impegnano nella redazione di alcuni importanti strumenti regolamentari in campo sociale per conto del Comune; si avvia la collaborazione con la neonata Università per la Legalità, ubicata in un bene confiscato alla camorra, e gestita da Libera Nazionale; diamo infine il nostro contributo alla realizzazione del Progetto " Per il vivere civile e la legalità" della Provincia di Caserta, realizzata dalla Coop Solesud ( vengono impegnati concretamente in questa attività i soci Rosetta Natale, Palma Maria, Natale Carmela e Pietro Sibillo) .

Gli ultimi anni sono stati molto intensi, sia per l’aumento considerevole dell’utenza , sia per i numerosi progetti in cui siamo stati impegnati ( Estrella, Nova, Impresa multietnica, Fratello Riconosciuto, Ce mondo); sono aumentati anche gli incarichi istituzionali, con la nostra presenza in vari organismi ( oltre al Consiglio territoriale anche il gruppo migrantes dell’asl e il Comitato di partecipazione della stessa); nel 2001 si avvia la prima annualità del Progetto Estrella, (Progetto in partenariato con le ASL CE2 e Na2, consistente in interventi integrati su prostituzione e Tossicodipendenza per abbassare la soglia di accesso ai servi sociosanitari di soggetti svantaggiati); grazie ai fondi di questo Progetto realizziamo un nostro vecchio sogno acquistando un Camper nostro ; viene attrezzato come una Unità di strada, e si avvale del contributo di numerosi volontari che affiancano alcuni operatori a contratto ( mediatori culturali).

E’ in questa occasione che conosciamo e stringiamo rapporti di collaborazione con alcuni amici stranieri, che lavorano con noi nel progetto Irene, dell’ ucraina, Leo,del Camerun, Edith, nigeriana, ma anche volontari italiani, come Francesca , Salvatore, Laura. Il camper esce tre volte a settimana , con interventi di riduzione del danno a favore dei TD immigrati e non solo , che si raccolgono nella Pineta di Castel Volturno,.; si fanno più intensi anche i rapporti di collaborazione oltre che con gli operatori del Centro Fernandes, anche con alcuni fra i più riconosciuti operatori sociali stranieri dell’area aversana e domiziana , come Fued Kerrit, tunisino presente in Italia da un decennio, impegnato in attività di assistenza legale e sindacale agli immigrati.

E tramite il camper giunge a noi un altro medico il dr. Mauro Romualdo. Grazie al Progetto Estrella, si intensificano anche i rapporti di collaborazione con l’ASL CE2 , che risente della profonda sensibilità per i temi sociali del Direttore Generale , Dr. Franco Rotelli. Nel 2002 , oltre alle attività di Estrella, si avvia il Progetto Fratello Riconosciuto, che prevede un centro di accoglienza a bassa o senza soglia per immigrati T.D presso locali messi a disposizione dal Centro Fernandes.

In questa attività ci si avvale dell’esperienza e della professionalità di Padre Federico D’Andrea, francescano per anni collaboratore e dirigente dell’Associazione il Pioppo ; ma fondamentale per la riuscita dell’intervento è la presenza costante del Direttore del Centro Fernades , dr. Antonio Casale; nel progetto vengono impegnati operatori a contratto (Ivan Zippo, Jean Bilongo, Marisa Perone, Mohamed), e si avvale della collaborazione di alcune comunità di recupero presenti nella zona , oltre che dello Stesso Il Pioppo.

Altre attività vanno sviluppandosi grazie al particolare impegno di alcuni volontari; il Dr. La Rocca stabilisce insieme all’odontoiatra Dr. Girolamo Cangiano una proficua collaborazione con alcuni gruppi missionari , che lo portano a partecipare ad una missione in Africa, in Madagascar nell’estate del 2002; IL Dr. Cuniato, in collaborazione con la Moglie Marinella sviluppa sempre più l’attività di ricerca sulle MST, e si interessa di pubblicare i risultati su importanti riviste scientifiche, organizza alcuni importanti incontri scientifici e cura la redazione di nostre pubblicazioni come " L’ospitalità Tollerata" pubblicata nel corso del 2003;

Il dr. Giovanni Grasso, organizza un servizio di accompagnamento alle strutture sanitarie, che diviene sempre più impegnativo ; un gruppo di collaboratori( Tommaso Sorrentino , Foued Kerrit, Mohamed )mette su un piccolo gruppo musicale con il compito di portare la voce degli immigrati e della nostra associazione , attraverso la musica , ad un pubblico sempre più numeroso. Sono di questi mesi i Progetti Nova ( in partenariato con Padri Comboniani, La Casa di Rut, il Centro Laila, il Consorzio Nova), sui temi della prostituzione, il Progetto " Impresa Multietnica" ( con la Coop Solesud ), che tenta di far sviluppare capacità imprenditoriali tra gli immigrati ( importante in questo progetto l’apporto dei mediatori culturali , Foued Kerrit , e Jean Bilongo), Ce mondo, sui temi della interculturalità, ( Partner : Associazioni " Progetto Continenti", "Popoli senza frontiere", New Planet, coop SoleSud, ); la partecipazione al Progetto della Diocesi di Capua Otheroad , per l’inserimento nel mondo del lavoro delle ragazze ex prostitute ( qui importante è l’impegno, sempre volontario, di Andrea Esposito).

Vengono ancora stampati " Diario di Bordo ", a cura del Dr. Mauro Romualdo, e " Medicina Generale ed Immigrazione" a cura del Presidente Renato Natale . Ma nel corso di questi anni continua anche l’impegno sul fronte di lotta alla criminalità organizzata, con la partecipazione , in particolare del Presidente Renato Natale, a decine di iniziative sull’educazione alla legalità nelle scuole, o in occasione della presentazione di libri e testi sul tema; ogni anno la Jerry Masso è protagonista insieme ad altri gruppi delle iniziative per commemorare la figura di Don Giuseppe Diana, generoso parroco di Casal di Principe, ucciso nel 1994 dalla Camorra; nel 2002 produciamo insieme ad altre organizzazioni del territori , un film documentario dedicato alla figura del Sacerdote nel 2004 , in occasione del decennale di quella tragica morte, vengono organizzate decine di iniziative dal valore regionale e nazionale. Nei mesi successivi vengono avviati un servizio di assistenza legale con l’Avv. Fortunato La pietra e un corso di lingua italiana , nell’ambito del Progetto Ce Mondo, con Fulvia Scalese.

Insieme ad altre Organizzazioni la Jerry Masslo fonda Assovoce, associazione di associazioni che gestisce il Centro Servizio per il volontariato per la Provincia di Caserta. Nel 2007 viene aperto uno sportello del CSV a Casal di Principe, affidato a Chiara Caterino, già da tempo impegnata come volontaria e operatrice della Jery Masslo.

I ragazzi del Camper , intanto continuano la loro azione all'interno della Pineta , grazie anche alle risorse che provengono dal progetto Fratello riconosciuto 2, che , contrariamente alla prima edizione , si rivolge sopratutto all'attività di strada.

L'associaizone Jerry Masslo, per il tramite del suo Presidente , è sempre più protagonista delle attività sulla legalità messe in campo dal Comitato Don Diana e da Libera della Provicnia di Caserta, organismi cui aderisce. L'associaizone mette a disposizione di queste organizzazioni la propria sede in Casal di Principe. Dal 2007 vengono assegnati, per ilo tramite dell'ANPAS, 6 volongtari del servizio civile, che danno un notevole contriobuto all'implementazione delle attività.

La regione approva un nuovo Progetto chiamato "P.I.T, patto interculturale territoriale" che punta alla sottoscrizione di un Patto fra Istituzioni ed Enti del terzo settore per garantire l'abattimento delle soglie di accesso ai servizi pubbloici per gli immigrati, e politiche contro la discriminazione raziale. I Progetto è reaòlizzato grazie all'impegno di Teresa Zippo, collaborata dai ragazzi del servizio civile. Teresa gestisce anche uno sportello per immigrati presso la sede centrale in Casal di Principe-

Sono oramai alcuni anni che il dr Enzo Cuniato organizza per conto della Jerry Masslo, corsi ECM , sopratutto per biologi, corsi che ci consentono di raccogliere fondi , per finanziare le altere nostre attività.

Da alcuni mesi , la Jerry Masslo sulla base di un protocollo d'intesa , collabora con la coop Sociale Solesud, alla gestione di Budget di cura a favore di alcune donne con problemi di immunideficienza; per questo motivo sono stai affittaTI TRE APPARTAMENTI PER DARE LORO UN ALLOGGIO.

 

E...........la storia continuaSorridente

Ultimo aggiornamento Sabato 29 Novembre 2008 19:51
 

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